Ingredienti per 4 persone:
Procedimento:
Tagliare i cipollotti a rondelle, la carota a julienne e il pollo a cubetti, infarinandolo leggermente.
In una padella rosolare cipollotti a carota un paio di minuti, quindi aggiungere il pollo facendolo saltare per 3-4 minuti; aggiungere poi il curry ed amalgamare, aggiungendo un pizzico di sale.
Versare il latte di cocco e mescolare.
Lasciar cuocere, girando di tanto in tanto, finchè non si addenserà in una cremina.
Ricetta adatta anche per:
Ingredienti per 2 persone:
Procedimento:
Sbattere le uova in una ciotola capiente e versarci dentro l’acqua, aggiungere il sale e continuare a sbattere.
Versare il composto dentro 2 ciotole, filtrandolo attraverso un colino, in modo da rompere la schiuma che si sarà formata sbattendo le uova.
Coprire le ciotole con un foglio di alluminio e trasferirle in una vaporiera.
Cuocere al vapore per 10 minuti da quando bolle l’acqua, poi spegnere il fuoco e lasciar riposare 5 minuti a vaporiera chiusa.
Tirar fuori le ciotole, aggiungere come topping il cipollotto, l’olio di sesamo e la salsa di soia.
Ricetta adatta anche per:
Ingredienti per 2 persone:
Procedimento:
Cuocere il riso basmati.
A parte, fare un soffrittino di aglio, cipollotto e olio: aggiungere i gamberi con salsa di soia e zenzero, cuocendoli 3-4 minuti per lato.
Unire il tutto al riso.
Considerazioni nutrizionali:
Una torta ottima per la colazione con poco zucchero e senza farina, adatta agli intolleranti al glutine e con lo zenzero che le dà un gusto unico.
Ingredienti
200 gr di noci
50 gr di mandorle
5 uova
100 gr di zucchero
Un cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
Procedimento
Tritare bene le noci con le mandorle fino ridurle quasi in farina.
Dividere i tuorli dai bianchi e montare a neve ben ferma quest’ultimi.
Sbattere poi bene i tuorli con lo zucchero per qualche minuto e aggiungere le noci e mandorle tritate e lo zenzero grattugiato. Amalgamare poi i bianche montati, facendo attenzione a non smontare il composto, procedendo con una spatola e unendoli dall’alto verso il basso delicatamente.
Infornare a 180°per 35 minuti.
BENEFICI DELLO ZENZERO
MIGLIORA LA NAUSEA
Utilizzato storicamente come rimedio naturale per il mal di mare e la nausea mattutina, lo zenzero è noto per la sua capacità di trattare la nausea e il vomito.
COMBATTE LE INFEZIONI FUNGINE
Lo zenzero aiuta a combattere i funghi, che causano diverse malattie, grazie alle sue potenti proprietà antimicotiche.
Uno studio del 2016 (Jundishapur J Microbiol.) ha scoperto che l’estratto di zenzero è efficace contro 2 tipi di lievito, che comunemente causano infezioni fungine in bocca.
Un altro studio (Mycoses) ha misurato gli effetti antimicotici di 29 specie di piante ed ha scoperto che lo zenzero era tra i più efficaci nell’uccidere i funghi.
PROTEGGE DALLE ULCERE GASTRICHE
Diversi studi hanno scoperto che lo zenzero potrebbe aiutare a prevenire la formazione di ulcere gastriche che causano sintomi come astenia, indigestione, bruciore allo stomaco e disturbi addominali.
ALLEVIA I DOLORI MESTRUALI
Uno studio pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicines ha dimostrato che lo zenzero riduce il dolore mestruale con la stessa efficacia di alcuni farmaci.
Un altro studio del 2009 (Journal List) ha avuto risultati simili, riportando che diminuiva sia l’intensità che la durata del dolore.
REGOLA LA GLICEMIA E COMBATTE L’OBESITÀ
La ricerca mostra che lo zenzero aiuta a promuovere livelli normali di glicemia, riducendo quindi i sintomi negativi associati a livelli elevati di glucosio nel sangue come minzione frequente, cefalea e aumento della sete.
Secondo uno studio del 2018 (Evid Based Complement Alternat Med), può migliorare i profili lipidici e favorire il controllo del glucosio, la sensibilità all’insulina e la glicata, per proteggere dallo sviluppo del Diabete di tipo 2.
In uno studio del 2015 (Iran J Pharm Res), l’integrazione di zenzero ha effettivamente ridotto la glicemia a digiuno del 12% e migliorato il controllo glicemico a lungo termine del 10%.
Uno studio del 2021 (Int J Environ Res Public Helath) ha scoperto che lo zenzero ha anche effetti anti-obesità e può svolgere un ruolo nella modulazione dello sviluppo degli adipociti (cellule del tessuto adiposo): grazie alla sua capacità di combattere lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica, l’integrazione di zenzero ha ridotto significativamente aumento di peso, iperglicemia, ipercolesterolemia e steatosi epatica (fegato grasso).
ALLEVIA I DOLORI MUSCOLO-ARTICOLARI
Grazie alla sua capacità di ridurre l’infiammazione, l’aggiunta di zenzero nella dieta aiuta ad alleviare i dolori muscolo-articolari correlati all’artrite, inclusa l’osteoartrosi.
Uno studio (Randomized Controlled Trial) ha dimostrato che il consumo giornaliero di zenzero ha portato a riduzioni da moderate a grandi del dolore muscolare causato da lesioni muscolari indotte dall’esercizio.
SUPPORTA LA FUNZIONE CEREBRALE
Condizioni neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson sono state collegate allo stress ossidativo e all’infiammazione cronica nel cervello.
Con la sua ricchezza di antiossidanti e le potenti proprietà antinfiammatorie, si ritiene che lo zenzero svolga un ruolo importante nella salute del cervello.
Diversi studi (Rejuvenation Res, 2013) hanno trovato prove che l’estratto di zenzero potrebbe aiutare a proteggere dall’invecchiamento cerebrale e dal declino cognitivo.
Inoltre, uno studio del 2012 (Evid Based Complement Alternat Med) ha scoperto che l’estratto di zenzero ha contribuito a migliorare la funzione cognitiva e l’attenzione nelle donne di mezza età.
Ricetta in collaborazione con www.ricettestudenti.com
Una ricetta davvero sfiziosa e completa che vi sazierà in modo sano e leggero. Vediamo insieme il procedimento.
Ingredienti
120 gr di polenta biologica
2 cucchiani di curcuma
Mezzo cucchiani di pepe nero macinato
Sale q.b.
Due cucchiai di olio evo
Una scatola di fagioli borlotti bio
150 gr di pomodorini
Un cucchiaio di cipolla rossa affettata
un gambo di sedano bio
Procedimento
Prendete la polenta e amalgamate la curcuma e il pepe nero.
Procedete quindi alla cottura. Nel frattempo preparate i fagioli tagliando i pomodorini, affettando la cipolla e il sedano.
Mettete tutto in una padella conl’olio, aggiustate di sale e fate cucinare per circa 15 minuti a fuoco medio. Una volta cotti aggiungeteli alla polenta.
Vediamo ora i benefici della curcuma.
PUÒ RALLENTARE O PREVENIRE I COAGULI DI SANGUE
In studi di laboratorio è stato dimostrato che l’uso della curcuma aiuta a ridurre i casi di aggregazione piastrinica e può ridurre il rischio di formazione di coaguli di sangue.
PUÒ RIDURRE I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE
La curcuma può essere in grado di ridurre i sintomi della depressione, grazie al modo in cui la curcumina influisce sulla funzione del BDNF (fattore neurotrofico cerebrale).
Una meta-analisi del 2020 (Crit Rev Food Sci Nutr) ha concluso che la curcumina è generalmente ben tollerata dai pazienti con depressione e, se aggiunta alle cure standard, potrebbe migliorare i sintomi depressivi e ansiosi.
COMBATTE L’INFIAMMAZIONE CRONICA
Uno degli aspetti più potenti della curcuma è proprio la sua capacità di controllare l’infiammazione.
Secondo alcuni studi sull’Alzheimer, sembra che la curcumina migliori la patologia amiloide esistente e la neurotossicità associata, una caratteristica chiave della progressione di questa malattia neurologica, correlata all’infiammazione cronica.
POTENZIA LA SALUTE DELLA PELLE
Le proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti della curcuma si sono dimostrate efficaci nel trattamento di molteplici condizioni della pelle, secondo una revisione sistematica del 2021 (Crit Rev Food Sci Nutr).
Questa spezia può aiutare ad aumentare la lucentezza della pelle, accelerare la guarigione delle ferite, calmare l’infiammazione cutanea correlata all’acne, migliorare il prurito e l’arrossamento del viso.
AIUTA A TRATTARE I SINTOMI DELL’ ARTRITE
Poiché la curcumina è nota per le sue forti caratteristiche antinfiammatorie ed antidolorifiche, è stato condotto uno studio su 45 pazienti con artrite reumatoide, per confrontare i benefici sulla salute (Randomized Controlled Trial, 2012).
Il gruppo che ha assunto curcumina ha mostrato la più alta percentuale di miglioramento nei punteggi complessivi (Disease Activity Score), oltretutto senza mostrare alcun evento avverso.
PUÒ AIUTARE A GESTIRE IL DIABETE DI TIPO 2
Nel 2009, Biochemistry and Biophysical Research Communications ha pubblicato uno studio di laboratorio della Auburn University, che ha esplorato il potenziale dei curcuminoidi per abbassare i livelli di glucosio.
Lo studio ha scoperto che la curcumina è in grado di attivare con grande efficacia l’enzima AMPK (protein chinasi attivata da AMP): questo è considerato dai ricercatori un “bersaglio terapeutico” per il Diabete di tipo 2.
Un altro studio (Eur J Pharmacol, 2014) ha rilevato che l’integrazione con curcumina riduce significativamente il dolore neuropatico periferico diabetico tipicamente localizzato a mani, braccia, gambe e piedi.
CONTRASTA L’OBESITÀ
Uno studio pubblicato sulla rivista Biofactors (2013) ha mostrato che la curcumina può aiutare a ridurre la proliferazione delle cellule adipose.
I ricercatori hanno scoperto che le proprietà antinfiammatorie della curcumina erano efficaci nel sopprimere i processi infiammatori dell’obesità, aiutando quindi a ridurre l’obesità stessa e i suoi effetti negativi sulla salute.
SUPPORTA LE GESTIONE DELLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI
Un’analisi approfondita di tutti gli studi che valutano la capacità della curcumina di gestire la rettocolite ulcerosa ha rilevato che tra i benefici si può includere il mantenimento della remissione di questa patologia cronica (2008).
PUÒ REGOLARE IL COLESTEROLO
Una meta-analisi del 2017 ha concluso che la curcuma e la curcumina possono proteggere i soggetti a rischio di patologie cardiovascolari, migliorando i livelli sierici di lipidi, riducendo lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica.
Ricetta in collaborazione con www.ricettestudenti.com
Ecco una salsa verde diversa dal solito, con un sapore stuzzicante e allo stesso tempo gustosa. Fatta con aceto di mele e un pizzico di zenzero.
INGREDIENTI
200 gr di prezzemolo
2 uova sode
5 acciughe
due cucchiai di aceto di mele
una manciata di capperi
un pezzetto di zenzero
3 cucchia di olio di oliva
PROCEDIMENTO
Prendete un mixer e inserite per prima cosa il prezzemolo e l’olio.
Aggiungete poi le uova e le acciughe e infine i capperi e lo zenzero.
Frullate tutto per bene, aggiungete l’aceto e servite.
BENEFICI DELLO ZENZERO
MIGLIORA LA NAUSEA, ANCHE QUELLA MATTUTINA
Usato storicamente come rimedio naturale per il mal di mare, lo zenzero era già
noto per la sua capacità di trattare nausea e vomito.
Una review (Nutr J. 2014) ha esaminato i risultati di 12 studi, composti da 1.278
donne in gravidanza, ed ha scoperto che lo zenzero è efficace nel ridurre i sintomi
della nausea.
CONTRASTA LE INFEZIONI FUNGINE
Lo zenzero aiuta ad uccidere i funghi grazie alle sue potenti proprietà antimicotiche.
Uno studio del 2016 (Jundishapur J Microbiol) ha rilevato che l’estratto di zenzero è
efficace contro due tipi di lievito che comunemente causano infezioni fungine in
bocca.
PROTEGGE DALLE ULCERE GASTRICHE
Diversi studi hanno scoperto che lo zenzero può aiutare a prevenire le ulcere
gastriche, diminuendo i livelli di proteine pro-infiammatorie e bloccando l’attività
degli enzimi legati allo sviluppo dell’ulcera.
ALLEVIA I DOLORI MESTRUALI
Uno studio pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicines ha
dimostrato che lo zenzero riduce il dolore mestruale con la stessa efficacia di
farmaci antinfiammatori.
Un altro studio nel 2009 ha avuto risultati simili, riportando che ha ridotto sia
l’intensità che la durata del dolore.
PUO’ AIUTARE A REGOLARE LA GLICEMIA E COMBATTERE L’OBESITA’
La ricerca mostra che lo zenzero aiuta a promuovere livelli glicemici nella norma:
può essere utile per ridurre i sintomi negativi associati a livelli elevati di glicemia
come minzione frequente, cefalea e polidipsia (aumento della sete).
Secondo uno studio del 2018 (Evid Based Complement Alternat Med), lo zenzero
può migliorare i profili lipidici, favorire il controllo glicemico, la sensibilità insulinica e
una buona gestione dell’emoglobina glicata per proteggere dallo sviluppo del
Diabete di tipo 2.
ALLEVIA I DOLORI MUSCOLO-ARTICOLARI
Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, l’aggiunta di zenzero alla dieta può
aiutare a trattare i dolori muscolo-articolari correlati ad artrite ed osteoartrite.
Uno studio del 2010 (J Pain) ha mostrato che il consumo quotidiano di zenzero ha
portato a riduzioni da moderate ad elevate del dolore causato da lesioni muscolari
indotte dall’esercizio fisico.
Le sue proprietà antinfiammatorie sono correlate all’inibizione di COX-1 e COX-2,
inibendo di conseguenza la sintesi delle prostaglandine infiammatorie.
AIUTA A RIDURRE I LIVELLI DI COLESTEROLO
Uno dei maggiori vantaggi dello zenzero è la sua capacità di ridurre naturalmente i
livelli di colesterolo e trigliceridi, per ridurre il rischio di problemi cardiaci.
Uno studio condotto presso la Babol University of Medical Sciences in Iran (2008) ha
scoperto che l’integrazione di zenzero è stata in grado di ridurre significativamente
le LDL (colesterolo cattivo) ed aumentare le HDL (colesterolo buono).
SUPPORTA LA FUNZIONE CEREBRALE
Condizioni neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson sono state collegate allo
stress ossidativo e all’infiammazione cronica nel cervello.
Con la sua ricchezza di antiossidanti e le sue potenti proprietà antinfiammatorie, si
ritiene che lo zenzero svolga un ruolo importante nella salute del cervello.
Diversi studi hanno riscontrato che l’estratto di zenzero può aiutare a proteggere
dall’invecchiamento cerebrale e dal declino cognitivo.
Uno studio del 2012 (Evid Based Complement Alternat Med) ha anche scoperto che
l’estratto di zenzero ha contribuito a migliorare la funzione cognitiva e l’attenzione
nelle donne di mezza età.
Ricetta in collaborazione con www.ricettestudenti.com
RICCHE DI ANTIOSSIDANTI
E’ stato dimostrato che lo stress ossidativo all’interno del corpo è correlato alla progressione ed alla crescita di molte patologie, tra cui quelle cardiache e il cancro.
Le olive forniscono tanti antiossidanti, principalmente polifenoli, che hanno dimostrato avere effetti antitumorali, antidiabetici, antinvecchiamento e neuro-protettivi (Food Chemistry, 2006).
Le olive aiutano anche ad aumentare i livelli ematici di glutatione, il più potente antiossidante endogeno del corpo.
NON ALZANO IL COLESTEROLO E RIDUCONO LA PRESSIONE SANGUIGNA
Poiché le olive sono una buona fonte di “grassi buoni”, non danneggiano le arterie come fanno invece altre tipologie di grassi (es. grassi trans contenuti nei prodotti da forno).
Gli studi hanno dimostrato la capacità delle olive di abbassare la pressione sanguigna, grazie al loro contenuto di acido oleico (PNAS, 2008).
ALLEVIANO IL DOLORE
L’infiammazione è alla base di malattie, dolore e lesioni nel corpo; le olive inibiscono la crescita degli enzimi che creano infiammazione e quindi agiscono come antidolorifici naturali.
L’infiammazione svolge anche un ruolo importante nelle patologie cardiovascolari, che è un altro motivo per cui le olive fanno bene al cuore.
AUMENTA LA SALUTE DEL CUORE
Le olive possiedono tutte le qualità necessarie per un sistema cardiovascolare sano: antiossidanti, capacità antinfiammatorie, grassi sani, buon apporto di rame e vitamina E.
Un’alimentazione a base di olive ha anche dimostrato di ridurre significativamente il rischio di complicanze cardiache, anche in soggetti con predisposizione genetica all’ipertensione e problemi cardiaci (British Journal of Nutrition, 2015).
FUNZIONANO COME UN PROBIOTICO NATURALE
Una revisione degli studi pubblicati sull’European Journal of Nutrition (2017) ha mostrato che i composti fenolici nelle olive possono aumentare il numero di Bifidobatteri, che producono vitamine e sostanze chimiche antibatteriche.
Pertanto, le olive migliorano la salute dell’intestino e la funzione del microbiota.
RIDUCONO IL RISCHIO DI DIABETE DI TIPO 2 E OBESITÀ
Poiché le olive sono ricche di grassi monoinsaturi, riducono notevolmente il rischio di Diabete di tipo 2 e obesità, se sostituite ad altri grassi invece dannosi (The American Journal of Clinical Nutrition, 2015).
Gli antiossidanti contenuti nelle olive aiutano anche ad inibire i danni dello stress ossidativo correlato al Diabete.
AIUTANO A COMBATTERE LE INFEZIONI
Molti studi mostrano quanto siano efficaci le olive nel combattere alcune infezioni microbiche, virali e fungine.
PREVENGONO L’OSTEOPOROSI
I polifenoli contenuti nelle olive sono utili nella prevenzione della perdita di massa ossea e, di conseguenza, dell’osteoporosi.
Molti studi hanno dimostrato l’efficacia di questi composti nella formazione e nel mantenimento dell’osso.
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CURIOSITÀ SULLE OLIVE
Le olive sono state raccolte tra 6000 e 8000 anni fa nel Mediterraneo orientale.
L’ulivo ha impiegato anni per essere coltivato, con i coltivatori che hanno aspettato decenni per la raccolta dei frutti: proprio a causa del tempo e della pazienza necessari, si presumeva che coloro che decidevano di coltivare gli ulivi pianificassero di vivere una vita lunga e pacifica.
Nell’arte Cristiana, il ramo d’ulivo appare con una colomba per simboleggiare la pace e lo Spirito Santo nel Vangelo.
Nella mitologia dell’Antica Grecia, Atena gareggiava con Poseidone per governare Atene: vinse Atena, dopo aver piantato il primo ulivo, perché gli dei decisero che era il dono migliore.
La cannella è prodotta dalla corteccia dell’albero Cinnamomum verum, che contiene diversi composti responsabili delle sue numerose proprietà salutari, tra cui cinnamaldeide, acido cinnamico e cinnamato.
RICCA DI ANTIOSSIDANTI
La cannella è ricca di antiossidanti (tra cui polifenoli, acido fenolico, flavonoidi), che contrastano i danni da radicali liberi e rallentano il processo di invecchiamento: secondo la scala ORAC, che viene utilizzata per misurare la concentrazione di antiossidanti nei cibi, la cannella è al settimo posto.
ALLEVIA L’INFIAMMAZIONE
Gli antiossidanti contenuti nella cannella possono aiutare ad alleviare l’infiammazione, e di conseguenza a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari, cancro, declino cognitivo e altro.
Inoltre, dato che questa spezia riduce il gonfiore e previene l’infiammazione, può anche essere utile nella gestione del dolore: infatti, gli studi dimostrano che aiuta a ridurre il dolore muscolare, diminuire il dolore mestruale, ridurre la gravità delle reazioni allergiche ed alleviare anche i dolori correlati all’invecchiamento.
PROTEGGE LA SALUTE DEL CUORE
Gli studi hanno dimostrato che riduce molti dei fattori di rischio per le patologie cardiovascolari tra cui ipertensione, livelli elevati di colesterolo e trigliceridi.
La ricerca mostra inoltre che è un utile coagulante e può bloccare il sanguinamento in eccesso; la cannella aumenta anche la circolazione e migliora la riparazione dei tessuti, tra cui quello cardiaco.
STABILIZZA I LIVELLI GLICEMICI
La cannella è nota per i suoi effetti ipoglicemizzanti, motivo per cui è considerata uno dei migliori alimenti per diabetici.
La ricerca indica che può ridurre la glicemia e migliorare la sensibilità insulinica; inoltre, suggerisce che la cannella può aiutare a bloccare l’attività di diversi enzimi digestivi, per poter così rallentare l’assorbimento dello zucchero nel sangue dopo un pasto ricco di carboidrati.
PRESERVA LA FUNZIONE COGNITIVA
Poiché è ricca di antiossidanti, la cannella può potenziare la funzione cognitiva e contrastare lo sviluppo di Alzheimer e Parkinson.
Studi in vitro mostrano che la cannella aiuta a bloccare l’accumulo nel cervello di una proteina specifica, riducendo così il rischio di Alzheimer.
È stato anche dimostrato che protegge i neuroni dallo stress ossidativo, preservando così la funzione cerebrale e prevenendo il declino cognitivo.
COMBATTE INFEZIONI E VIRUS
Possiede proprietà antimicrobiche, antibiotiche, antimicotiche ed antivirali; inoltre, i suoi oli essenziali contengono anche potenti composti che stimolano il sistema immunitario.
OTTIMIZZA L’IGIENE ORALE
La ricerca mostra che la cannella favorisce un’igiene orale ottimale e potrebbe proteggere da alcuni ceppi batterici che causano alitosi, carie ed infezioni orali.
PREVIENE LA CANDIDA
La ricerca suggerisce che le potenti proprietà antimicotiche della cannella sono efficaci nel trattamento e nella prevenzione della proliferazione da Candida.
È stato dimostrato che riduce la quantità della Candida albicans, responsabile di una serie di problemi digestivi ed autoimmuni.
Inoltre, avendo proprietà ipoglicemizzanti, riduce notevolmente il nutrimento principale della Candida, ovvero gli zuccheri.
PROTEGGE LA SALUTE DELLA PELLE
Avendo proprietà antibiotiche ed antimicrobiche, aiuta a proteggere la pelle da irritazioni, eruzioni cutanee, reazioni allergiche ed infezioni.
Uno studio indica che l’applicazione dell’olio essenziale di cannella a livello cutaneo può essere utile per ridurre infiammazione, gonfiore, rossore e dolore.
RIDUCE I SINTOMI ALLERGICI
Può aiutare a combattere i comuni sintomi allergici, dato che riduce l’infiammazione e contrasta le reazioni mediate dall’istamina.
ADDOLCISCE LE RICETTE
Dato il suo naturale sapore dolce, l’aggiunta di cannella alle nostre ricette può aiutare a ridurre la quantità di zucchero utilizzata, riducendo così anche il carico glicemico dei pasti.
Questo può aiutare inoltre a ridurre le kcal in eccesso, favorendo la perdita di peso.
AGISCE COME CONSERVANTE NATURALE
Data la sua capacità antibatterica, la ricerca evidenzia che può essere utilizzata come conservante in molti cibi, senza dover ricorrere a sostanze chimiche o ingredienti artificiali.
Questa spezia possiede anche attività anti-tirosinasi, utili per bloccare lo scolorimento di frutta e verdura quando si ossidano.
Articolo pubblicato sul quotidiano online Tagmedicina.
Il time-restricted eating è una tipologia di digiuno intermittente, che in un modo o nell’altro è stato praticato dall’essere umano in tutto il mondo per migliaia di anni.
I ricercatori del Salk Institute in California hanno valutato uno studio dove ai topi è stato permesso di mangiare quello che volevano, ma solo durante un determinato momento della giornata: i topi in questo caso hanno consumato una dieta ricca di kcal, zuccheri e grassi, ma non hanno preso il peso che i ricercatori si sarebbero aspettati.
Tuttavia, una volta che hanno avuto accesso allo stesso cibo ogni volta che volevano, l’aumento del peso dei topi è raddoppiato, nonostante mangiassero lo stesso numero di kcal:
La conclusione dei ricercatori è stata che periodi regolari di digiuno per 12-16 ore al giorno potrebbero avere un buon impatto sul peso corporeo.
COME FUNZIONA
Questi recenti studi dimostrano che, mangiando solo durante una finestra ridotta di 8-9 ore, è più probabile che l’organismo bruci grasso e mantenga il peso in un range di normalità; e questo sembra avvenire anche senza dover ridurre le kcal, evitare interi gruppi di alimenti, o contare i macronutrienti.
Sembra infatti che le nostre funzioni corporee funzionino meglio quando agiscono in modo simile ad un orologio, preferendo programmare la nostra riparazione e “manutenzione” durante i tempi pianificati di inattività: ciò significa che quando l’organismo segue un programma prevedibile di alimentazione e digiuno, i nostri ormoni potrebbero rispondere producendo più sostanze brucia grassi e velocizzando la perdita di peso.
Altri vantaggi potrebbero essere:
Tutto ciò potrebbe essere troppo bello per essere vero e, anche se questi risultati sono innegabili, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare il programma alimentare ideale e il periodo di digiuno corretto: infatti, non si è ancora del tutto certi di quando sia meglio iniziare il digiuno e per quanti giorni alla settimana sia indicato farlo.
Ovviamente, ciò che si sceglie di mangiare è comunque importante per la salute generale, quindi è preferibile optare per cibi integrali, proteine di qualità, grassi buoni e fibra.
RISCHI ED EFFETTI COLLATERALI
Questo tipo di programma alimentare non è però indicato per tutti!
Infatti, il digiuno ha un impatto sulla glicemia, quindi chi è soggetto ad ipoglicemie deve evitare il digiuno fino a quando i livelli di glucosio e insulina non siano ben gestiti.
Inoltre, nei soggetti con livelli di cortisolo e adrenalina compromessi o alti, un ulteriore aumento di questi ormoni possibilmente dovuto al digiuno può provocare alcuni effetti collaterali indesiderati.
Da ultimo, questo tipo di programma alimentare non è indicato nei soggetti in sottopeso (BMI < 18.5).
Come mia indicazione personale e professionale, consiglio di intraprendere questo tipo di alimentazione solo dopo aver consultato un professionista che si occupi di nutrizione (medico, dietista, biologo nutrizionista), evitando l’autogestione!
È risaputo che ciò che mangiamo può avere una grande influenza su diversi aspetti della salute, dal grasso viscerale ai livelli di energia: alcuni cibi aumentano anche la produttività, migliorano la memoria e aiutano a mantenerci focalizzati.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima addirittura che fornire una corretta alimentazione e trattare le carenze di micronutrienti possa aumentare i livelli di produttività del 20%!
BARBABIETOLA
Ricca di benefici che aumentano la produttività grazie al suo contenuto di nitrati, che sono composti naturali che agiscono come vasodilatatori per aumentare il flusso sanguigno.
Infatti, uno studio pubblicato su Nitric Oxide ha scoperto che una dieta ricca di nitrati e di succo di barbabietola è stata in grado di aumentare il flusso sanguigno in alcune aree del cervello responsabili dell’attenzione e dell’autoregolazione.
SALMONE
Molto ricco di grassi omega 3, ottimi per l’energia mentale, la concentrazione, la memoria e le prestazioni cognitive.
BROCCOLI
Ricchi di colina, un nutriente essenziale coinvolto nelle prestazioni cognitive, nello sviluppo del cervello e nella memoria.
TÈ VERDE
Secondo uno studio del 2017, il tè verde può avere effetti piuttosto rilevanti sul cervello: è stato associato ad una riduzione dell’ansia, ad una maggior attenzione e ad una miglior memoria.
Altri studi hanno scoperto che l’estratto di tè verde potrebbe aiutare a proteggere dall’affaticamento cronico.
UOVA
Consumare a colazione uova strapazzate o una frittata ripiena di verdura è un ottimo modo per promuovere la produttività durante tutto il giorno: non solo le uova sono ricche di colina, che abbiamo visto essere importante per la funzionalità cognitiva, ma sono anche una buona fonte di proteine.
Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che una colazione ricca di proteine determina una maggior riduzione della grelina, l’ormone della fame, rispetto ad una colazione ad alto contenuto di carboidrati: questo si traduce in un senso di sazietà più prolungato e un minor rischio di ipoglicemie, che a loro volta peggiorano la concentrazione e la produttività.
CIOCCOLATO FONDENTE
Il cioccolato fondente contiene caffeina, che può aiutare ad aumentare i livelli di energia, concentrazione e vigilanza.
È anche una buona fonte di magnesio, un minerale importante che ha dimostrato di migliorare l’apprendimento e la memoria.
MANDORLE
Pensate che solo una porzione di mandorle è sufficiente a coprire il fabbisogno di vitamina E, un potente antiossidante che protegge il cervello dall’invecchiamento.
Uno studio ha anche scoperto che consumare regolarmente mandorle può aumentare i livelli di acetilcolina, un neurotrasmettitore che migliora l’apprendimento e la memoria.
PATATE DOLCI
Ricche di carboidrati complessi, le patate dolci vengono digerite lentamente, favorendo la sazietà, stabilizzando i livelli glicemici e fornendo un flusso costante di energia.
Le patate dolci sono anche ricche di nutrienti e sono una fonte particolarmente buona di vitamine A e C, che hanno dimostrato di svolgere un ruolo nella funzione cognitiva.
È importante tenere presente che la dieta rappresenta solo un pezzo del puzzle, quando si tratta di produttività, e ci sono numerosi altri fattori da prendere in considerazione: un’attività fisica regolare e costante, livelli adeguati di sonno, e inoltre pianificare e definire i propri obiettivi.
Articolo pubblicato sul quotidiano online Tagmedicina!