La ricerca mostra che esiste una chiara relazione tra problemi intestinali e disturbi della pelle come acne, eczema e rosacea.
Uno studio del 2008 riportava che la proliferazione batterica del piccolo intestino (SIBO) era 10 volte più diffusa nei soggetti che soffrivano di acne e
rosacea, rispetto ai gruppi senza questi disturbi cutanei; lo studio ha anche mostrato che l’eradicazione della SIBO ha creato una regressione dei
sintomi quasi completa.
Un altro studio condotto su oltre 13.000 adolescenti ha mostrato che quelli con acne avevano maggiori probabilità di sperimentare sintomi
gastrointestinali come alitosi, reflusso gastroesofageo e stipsi: in particolare, il gonfiore addominale aveva una probabilità del 37% di essere
associato con acne, eczema e rosacea.
STRATEGIE D’INTERVENTO
Bibliografia
CIBI DA EVITARE
Gli alcolici fanno aumentare nell’organismo la concentrazione di scorie e tossine, che inquinano il cuoio capelluto e indeboliscono il capello alla radice, favorendone la caduta. Sempre tra le bevande, quelle zuccherate sono ricche di zucchero bianco e prive di nutrienti indispensabili per la salute dei capelli.
In più, lo zucchero bianco e i dolci privano l’organismo di minerali e vitamine, aumentando il rischio di sovrappeso e obesità, che spesso sono causa di diradamento della capigliatura e perdita di vitalità dei capelli; inoltre, favoriscono la comparsa di Diabete di tipo 2, causa anch’esso di caduta dei capelli e incanutimento precoce.
Gli alimenti conservati contengono sostanze chimiche che impoveriscono le scorte di vitamine e minerali, intossicando il corpo.
Attenzione anche ai salumi che spesso contengono nitriti e nitrati, che vengono trasformati nell’organismo in nitrosammine: oltre ad essere riconosciute come potenziali cancerogene, sono disidratanti e favoriscono la formazione della forfora.
CIBI DA PREFERIRE
I capelli sono costituiti da cheratina che è composta, fra gli altri, da due aminoacidi (cistina e lisina) contenuti anche in carne e pesce; inoltre il pesce azzurro è ricco di omega 3, protettivi delle membrane cellulari, e di vitamina B6, che interviene nella sintesi della cheratina.
Anche il tuorlo è importante, in quanto contiene biotina e zolfo necessari per la salute dei capelli.
Tra i legumi, la soia è ricchissima di proteine vegetali e minerali (potassio, magnesio, calcio).
I fiocchi d’avena sono fonte di magnesio che, agendo in sinergia con la vitamina B6, hanno un’azione rinforzante sulla chioma. Il miglio è ricco di vitamine A, del gruppo B, acido folico, ferro, calcio, magnesio e cisteina, che rallentano la caduta dei capelli e ne stimolano la ricrescita.
Peperoni rossi, spinaci, radicchio e agrumi contengono vitamine A e C, fondamentali per il corretto funzionamento cellulare e per il microcircolo, che sta alla base di una corretta irrorazione del cuoio capelluto. I cavoli contengono zolfo, che rientra nella costituzione del capello. Carote e banane sono ricche di vitamina B6, importante per la sintesi di cheratina. I frutti di bosco sono ricchi di sostanze antiossidanti, fondamentali per la salute dei capelli.
Noci e mandorle sono ricche di vitamina E, che migliora la circolazione sanguigna del cuoio capelluto ed aiuta ad assimilare la vitamina B5.
Lo zenzero stimola la circolazione sanguigna e nutre la chioma.
I polifenoli di cui abbonda il tè verde hanno una spiccata azione antiossidante che rallenta l’invecchiamento, anche dei capelli.
CIBI DA EVITARE
L’eccesso di alcol porta a ipertensione, ispessimento delle arterie, rigidità del muscolo cardiaco negli uomini e anomalo ingrandimento del cuore nelle donne. Tuttavia, gli studi hanno visto che 1 bicchiere di vino rosso al giorno durante il pasto (salvo controindicazione medica) è utile per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e prevenire le patologie cardiovascolari: merito del suo contenuto in resveratrolo, che è un potente antiossidante.
Carne rossa (eccetto quella grass fed), insaccati, formaggi stagionati, snack dolci e salati, zuccheri, cereali raffinati, abuso di sale, favoriscono sovrappeso, ipertensione e Diabete di tipo 2: tutti fattori di rischio per cuore e cervello.
Il tè verde è ricco di antiossidanti, contribuisce ad abbassare le LDL (colesterolo “cattivo”) e protegge il cuore.
I semi di lino sono ricchi di omega 3 ad azione antinfiammatoria ed antiossidante: il loro compito è anche quello di mantenere elastiche le pareti di vene, arterie capillari. Sempre ricco di omega 3 è il pesce azzurro, fonte anche di proteine di alta qualità.
Tra i secondi piatti troviamo anche la carne bianca, ottima fonte di proteine nobili, povera di grassi saturi e colesterolo.
Il radicchio rosso contiene antocianine, che proteggono i vasi sanguigni. Aglio, cipolla e porri contengono allicina, un principio attivo che dilata i vasi sanguigni e riduce la pressione arteriosa.
Il limone è ricco di vitamina C e citrati, contrasta la formazione di placche aterosclerotiche.
Potente antiossidante che contrasta la formazione delle placche ateromatose sulle arterie, riducendo così il rischio di infarto e ictus è la vitamina E: si trova in olio evo, germe di grano e frutta secca (soprattutto noci e nocciole) e avocado.
Svolgono un ruolo importante anche avena e orzo che contengono betaglucani, che riducono l’assorbimento di zuccheri, grassi e colesterolo.
Infine la vitamina B6 e la vitamina B9, assieme alle vitamina B12, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di omocisteina (indice di rischio cardiovascolare) nel sangue: la B6 si trova in germe di grano, riso integrale, banane, frutta secca; la B9 è contenuta soprattutto nelle verdure a foglia verde
CIBI DA EVITARE
Un consumo eccessivo di carne rossa (eccetto quella grass fed) e carni lavorate (es. salumi ed insaccati) crea una notevole quantità di acido urico, i cui cristalli possono depositarsi sulle articolazioni causando dolori.
È importante evitare cereali raffinati, zucchero e dolci, poiché causano picchi iperglicemici, creano acidità tissutale e stati infiammatori.
Spesso i dolori articolari sono causati da un’intolleranza a determinati cibi (es. frumento, latticini vaccini, lieviti), conseguentemente ad un’infiammazione a livello intestinale.
Altri cibi invece acidificano l’organismo, favorendo stati infiammatori e la comparsa dei dolori articolari: di questo gruppo fanno parte i cibi grassi, i cibi salati, gli alimenti conservati e inscatolati.
Preziosi alleati sono frutta e verdura: l’ananas contiene l’enzima bromelina, che inibisce la produzione dei composti infiammatori; la banana è un’ottima fonte di potassio ad azione drenante e di vitamina B6, contrastando affaticamento, stress e insonnia, che aggravano i dolori articolari; i frutti di bosco (es. more, mirtilli, ribes rosso e nero, lamponi, fragole) sono potenti antifiammatori, ricchi di vitamina C e bioflavonoidi antiossidanti; ciliegie e sedano sono drenanti e diuretici, favoriscono l’eliminazione dei ristagni di liquidi ed espellono le tossine e le scorie, che accumulandosi nelle articolazioni infiammano e peggiorano il dolore.
CIBI DA PREFERIRE
Il riso nero è ricco di antociani antiossidanti, ha azione antinfiammatoria ed antidolorifica.
Importante è anche il pesce azzurro, ricco di omega 3, ad azione antiossidante ed antinfiammatoria.
I semi di zucca hanno un elevato contenuto di grassi essenziali, fitosteroli, vitamine e oligoelementi che conferiscono loro proprietà antinfiammatorie.
La curcuma è una spezia ad elevato potere antinfiammatorio.
Infine il tè verde, essendo ricco di antiossidanti, riduce le infiammazioni alle articolazioni e contrasta il dolore.
CAUSE PIU’ COMUNI DI GONFIORE
CIBI CHE RIDUCONO IL GONFIORE
STRATEGIE PER RIDURRE IL GONFIORE
Si ricorda che ogni strategia va comunque personalizzata da un professionista in base alla condizione individuale del paziente.
Bibliografia
ALLENAMENTO SERALE: COSA MANGIARE PRIMA E DOPO