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CONSIGLI NUTRIZIONALI PER CONTRASTARE LE PATOLOGIE CUTANEE. RELAZIONE TRA PATOLOGIE CUTANEE E INTESTINO  

 

La ricerca mostra che esiste una chiara relazione tra problemi intestinali e disturbi della pelle come acne, eczema e rosacea.

Uno studio del 2008 riportava che la proliferazione batterica del piccolo intestino (SIBO) era 10 volte più diffusa nei soggetti che soffrivano di acne e

rosacea, rispetto ai gruppi senza questi disturbi cutanei; lo studio ha anche mostrato che l’eradicazione della SIBO ha creato una regressione dei

sintomi quasi completa.

Un altro studio condotto su oltre 13.000 adolescenti ha mostrato che quelli con acne avevano maggiori probabilità di sperimentare sintomi

gastrointestinali come alitosi, reflusso gastroesofageo e stipsi: in particolare, il gonfiore addominale aveva una probabilità del 37% di essere

associato con acne, eczema e rosacea.

 

STRATEGIE D’INTERVENTO

 

  • Seguire una dieta antinfiammatoria e, a seconda dei casi, una dieta a basso carico istaminico
  • Ridurre lo stress cronico (es. facendo esercizi di respirazione, dedicandosi agli hobbies, facendo yoga o stretching)
  • Dormire 8 ore
  • Consumare cibi ricchi di zinco e selenio, due minerali fondamentali per il benessere della pelle (es. salmone selvaggio, semi di zucca, noci brasiliane, ortaggi verdi, smothies verdi)
  • Utilizzare erbe e spezie antiossidanti (es. curcuma, zenzero, aglio, basilico, timo, origano)
  • Avere livelli ottimali di vitamina D
  • Assumere olio di cocco, che riduce l’infiammazione cutanea e nutre le cellule della mucosa intestinale
  • Assumere cibi amici dell’intestino (es. semi di chia, semi di sesamo,brodo di ossa, alimenti fermentati)

 

 

Bibliografia

  1. Parodi A, Paolino S, Greco A, Drago F, Mansi C, Rebora A, Parodi A, Savarino V. Smallintestinal bacterial overgrowth in rosacea: clinical effectiveness of its eradication. Clin astroenterol Hepatol. 2008 Jul;6(7):759-64. PMID: 18456568
  1. Zhang H, Liao W, Chao W, Chen Q, Zeng H, Wu C, Wu S, Ho HI. Risk factors for ebaceous gland diseases and their relationship to gastrointestinal dysfunction in Han dolescents. J Dermatol. 2008 Sep;35(9):555-61. PMID: 18837699

CONSIGLI NUTRIZIONALI PER CONTRASTARE LA CADUTA DEI CAPELLI

CIBI DA EVITARE

 

Gli alcolici fanno aumentare nell’organismo la concentrazione di scorie e tossine, che inquinano il cuoio capelluto e indeboliscono il capello alla radice, favorendone la caduta. Sempre tra le bevande, quelle zuccherate sono ricche di zucchero bianco e prive di nutrienti indispensabili per la salute dei capelli.
In più, lo zucchero bianco e i dolci privano l’organismo di minerali e vitamine, aumentando il rischio di sovrappeso e obesità, che spesso sono causa di diradamento della capigliatura e perdita di vitalità dei capelli; inoltre, favoriscono la comparsa di Diabete di tipo 2, causa anch’esso di caduta dei capelli e incanutimento precoce.

Gli alimenti conservati contengono sostanze chimiche che impoveriscono le scorte di vitamine e minerali, intossicando il corpo.

Attenzione anche ai salumi che spesso contengono nitriti e nitrati, che vengono trasformati nell’organismo in nitrosammine: oltre ad essere riconosciute come potenziali cancerogene, sono disidratanti e favoriscono la formazione della forfora.

 

CIBI DA PREFERIRE

 

I capelli sono costituiti da cheratina che è composta, fra gli altri, da due aminoacidi (cistina e lisina) contenuti anche in carne e pesce; inoltre il pesce azzurro è ricco di omega 3, protettivi delle membrane cellulari, e di vitamina B6, che interviene nella sintesi della cheratina.

Anche il tuorlo è importante, in quanto contiene biotina e zolfo necessari per la salute dei capelli.

Tra i legumi, la soia è ricchissima di proteine vegetali e minerali (potassio, magnesio, calcio).

I fiocchi d’avena sono fonte di magnesio che, agendo in sinergia con la vitamina B6, hanno un’azione rinforzante sulla chioma. Il miglio è ricco di vitamine A, del gruppo B, acido folico, ferro, calcio, magnesio e cisteina, che rallentano la caduta dei capelli e ne stimolano la ricrescita.

Peperoni rossi, spinaci, radicchio e agrumi contengono vitamine A e C, fondamentali per il corretto funzionamento cellulare e per il microcircolo, che sta alla base di una corretta irrorazione del cuoio capelluto. I cavoli contengono zolfo, che rientra nella costituzione del capello. Carote e banane sono ricche di vitamina B6, importante per la sintesi di cheratina. I frutti di bosco sono ricchi di sostanze antiossidanti, fondamentali per la salute dei capelli.

Noci e mandorle sono ricche di vitamina E, che migliora la circolazione sanguigna del cuoio capelluto ed aiuta ad assimilare la vitamina B5.

Lo zenzero stimola la circolazione sanguigna e nutre la chioma.

I polifenoli di cui abbonda il tè verde hanno una spiccata azione antiossidante che rallenta l’invecchiamento, anche dei capelli.

CONSIGLI NUTRIZIONALI PER CONTRASTARE LE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

CIBI DA EVITARE

L’eccesso di alcol porta a ipertensione, ispessimento delle arterie, rigidità del muscolo cardiaco negli uomini e anomalo ingrandimento del cuore nelle donne. Tuttavia, gli studi hanno visto che 1 bicchiere di vino rosso al giorno durante il pasto (salvo controindicazione medica) è utile per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e prevenire le patologie cardiovascolari: merito del suo contenuto in resveratrolo, che è un potente antiossidante.

Carne rossa (eccetto quella grass fed), insaccati, formaggi stagionati, snack dolci e salati, zuccheri, cereali raffinati, abuso di sale, favoriscono sovrappeso, ipertensione e Diabete di tipo 2: tutti fattori di rischio per cuore e cervello.

CIBI PERMESSI E CONSIGLIATI

Il tè verde è ricco di antiossidanti, contribuisce ad abbassare le LDL (colesterolo “cattivo”) e protegge il cuore.

I semi di lino sono ricchi di omega 3 ad azione antinfiammatoria ed antiossidante: il loro compito è anche quello di mantenere elastiche le pareti di vene, arterie capillari. Sempre ricco di omega 3 è il pesce azzurro, fonte anche di proteine di alta qualità.

Tra i secondi piatti troviamo anche la carne bianca, ottima fonte di proteine nobili, povera di grassi saturi e colesterolo.

Il radicchio rosso contiene antocianine, che proteggono i vasi sanguigni. Aglio, cipolla e porri contengono allicina, un principio attivo che dilata i vasi sanguigni e riduce la pressione arteriosa.

Il limone è ricco di vitamina C e citrati, contrasta la formazione di placche aterosclerotiche.

Potente antiossidante che contrasta la formazione delle placche ateromatose sulle arterie, riducendo così il rischio di infarto e ictus è la vitamina E: si trova in olio evo, germe di grano e frutta secca (soprattutto noci e nocciole) e avocado.

Svolgono un ruolo importante anche avena e orzo che contengono betaglucani, che riducono l’assorbimento di zuccheri, grassi e colesterolo.

Infine la vitamina B6 e la vitamina B9, assieme alle vitamina B12, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di omocisteina (indice di rischio cardiovascolare) nel sangue: la B6 si trova in germe di grano, riso integrale, banane, frutta secca; la B9 è contenuta soprattutto nelle verdure a foglia verde

CONSIGLI NUTRIZIONALI PER CONTRASTARE I DOLORI ARTICOLARI

CIBI DA EVITARE

Un consumo eccessivo di carne rossa (eccetto quella grass fed) e carni lavorate (es. salumi ed insaccati) crea una notevole quantità di acido urico, i cui cristalli possono depositarsi sulle articolazioni causando dolori.
È importante evitare cereali raffinati, zucchero e dolci, poiché causano picchi iperglicemici, creano acidità tissutale e stati infiammatori.

Spesso i dolori articolari sono causati da un’intolleranza a determinati cibi (es. frumento, latticini vaccini, lieviti), conseguentemente ad un’infiammazione a livello intestinale. 

Altri cibi invece acidificano l’organismo, favorendo stati infiammatori e la comparsa dei dolori articolari: di questo gruppo fanno parte i cibi grassi, i cibi salati, gli alimenti conservati e inscatolati.

Preziosi alleati sono frutta e verdura: l’ananas contiene l’enzima bromelina, che inibisce la produzione dei composti infiammatori; la banana è un’ottima fonte di potassio ad azione drenante e di vitamina B6, contrastando affaticamento, stress e insonnia, che aggravano i dolori articolari; i frutti di bosco (es. more, mirtilli, ribes rosso e nero, lamponi, fragole) sono potenti antifiammatori, ricchi di vitamina C e bioflavonoidi antiossidanti; ciliegie e sedano sono drenanti e diuretici, favoriscono l’eliminazione dei ristagni di liquidi ed espellono le tossine e le scorie, che accumulandosi nelle articolazioni infiammano e peggiorano il dolore.

 

CIBI DA PREFERIRE

Il riso nero è ricco di antociani antiossidanti, ha azione antinfiammatoria ed antidolorifica.

Importante è anche il pesce azzurro, ricco di omega 3, ad azione antiossidante ed antinfiammatoria.

I semi di zucca hanno un elevato contenuto di grassi essenziali, fitosteroli, vitamine e oligoelementi che conferiscono loro proprietà antinfiammatorie.

La curcuma è una spezia ad elevato potere antinfiammatorio.

Infine il tè verde, essendo ricco di antiossidanti, riduce le infiammazioni alle articolazioni e contrasta il dolore.

CONSIGLI NUTRIZIONALI PER CONTRASTARE IL GONFIORE ADDOMINALE

CAUSE PIU’ COMUNI DI GONFIORE

  • Alterata metabolizzazione di carboidrati e zuccheri, dovuta alla mancata presenza di enzimi specifici necessari a digerire completamente i carboidrati complessi
  • Digestione incompleta delle proteine, spesso a causa della bassa acidità dello stomaco, che può determinare la fermentazione del cibo nell’intestino
  • Squilibrio del microbiota intestinale: se prevalgono i microorganismi patogeni, questi possono causare una produzione eccessiva di gas
  • Proliferazione da Candida albicans, con produzione di numerose tossine
  • Sensibilità o intolleranze alimentari, con conseguenti digestione e assorbimento difficoltosi dei cibi in questione
  • SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth): la migrazione di batteri dal colon all’intestino tenue può comportare Sindrome da intestino permeabile (Leaky gut), infiammazione sistemica, aumentato rischio di sviluppare sensibilità o allergie alimentari; inoltre, vi è un’aumentata produzione di gas metano e zolfo, con conseguente gonfiore

CIBI CHE RIDUCONO IL GONFIORE

  • Alcuni semi oleosi: di finocchio, di cumino, di zucca
  • Menta piperita
  • Zenzero
  • Camomilla
  • Carbone attivo
  • Brodo di ossa
  • Aceto di sidro di mele
  • Acqua tiepida con limone

STRATEGIE PER RIDURRE IL GONFIORE

  • Masticare lentamente
  • Bere lontano dai pasti
  • Seguire una dieta di eliminazione o una dieta FODMAP
  • Supportare l’acidità gastrica
  • Assumere magnesio
  • Assumere enzimi digestivi
  • Assumere probiotici
  • Consumare erbe carminative

Si ricorda che ogni strategia va comunque personalizzata da un professionista in base alla condizione individuale del paziente.

Bibliografia

  1. The 3 Causes of Toxic Bloating
  2. Seo AY, Kim N, and Oh DH. Abdominal Bloating: Pathophysiology and Treatment. J Neurogastroenterol Motil. 2013 Oct; 19(4): 433-453
  3. Lacy BE, Gabbard SL, and Crowell MD. Pathophysiology, Evaluation, and Treatment of Bloated. Gastroenterol Hepatol. 2011 Nov; 7(11): 729-739
  4. Lovino P, et al. Bloated and functional gastro-intestinal disorders: Where are we and where are we going? World J GAstroenterol. 2014 Oct; 20(39): 14407-14419
  5. Betesh AL, et al. Is achlorhydria a cause of iron deficiency anemia? Am J Clin Nutr. 2015 Jul; 102(1): 9-19
  6. Bures J, Cyrany J, Kohoutova D, et al. Small intestinal bacterial overgrowth syndrome. World Journal of Gastroenterology : WJG. 2010; 16(24)
  7. Posserud I, Stotzer PO, Björnsson ES, Abrahamsson H, Simrén M. Small intestinal bacterial overgrowth in patients with irritable bowel syndrome. Gut. 2007 Jun;56(6):802-8. Epub 2006 Dec 5
  8. Roland BC, Ciarleglio MM, Clarke JO, Semler JR, Tomakin E, Mullin GE, Pasricha PJ. Low ileocecal valve pressure is significantly associated with small intestinal bacterial overgrowth (SIBO). Dig Dis Sci. 2014 Jun;59(6):1269-77
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  10. University of Maryland Medical Center: Candidiasis
  11. Vighi G, et al. Allergy and the gastrointestinal system. Clin Exp Immunol. 2008 Sep; 153(1): 3-6
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Articoli in collaborazione con il Dott. Bevacqua

 

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