DIETA PER L’INSULINO-RESISTENZA

DIETA PER L’INSULINO-RESISTENZA

 

CHE COS’E’ L’INSULINO-RESISTENZA

L’insulino-resistenza è definita come l’incapacità di una determinata quantità di
insulina di incrementare l’uptake e l’utilizzo del glucosio in un soggetto, nella stessa
misura in cui questo avviene nella popolazione sana.
In presenza di insulino-resistenza, l’organismo non è in grado di rispondere
all’insulina che produce, né di utilizzarla efficacemente (Experimental and Clinical
Endocrinology & Diabetes, 2001).
Le cellule muscolari, adipose ed epatiche non rispondono correttamente all’insulina
e, di conseguenza, non riescono ad assorbire agevolmente il glucosio dal flusso
sanguigno.
I soggetti che hanno insulino-resistenza necessitano di livelli più elevati di insulina
per favorire l’ingresso del glucosio nelle cellule.
Quando le cellule beta del pancreas non riescono più a soddisfare tale richiesta di
insulina, il glucosio in eccesso si accumula nel sangue, portando a gravi problemi di
salute come il pre-diabete e il diabete di tipo 2.

MISURARE I LIVELLI DI INSULINA

I livelli di insulina si misurano tramite:
– Prelievo ematico di insulina a digiuno (valori ottimali < 5)
– Curva da carico per glucosio e insulina (OGTT), dopo somministrazione orale
di 75 g di glucosio: misurazione di glicemia e insulina a tempo 0 (digiuno),
dopo 1 ora e dopo 2 ore (predittiva di Diabete Gestazionale, pre-diabete e
insulino-resistenza)
– Calcolo dell’indice HOMA, per valutare la presenza di insulino-resistenza:
glicemia x insulina/405 (valore normale < 2.5, valore ottimale < 2)

Quando si riscontrano valori di glicemia < 70 mg/dl in un soggetto che non è
costituzionalmente magro/sottopeso, vi è un’elevata probabilità che questo valore
dipenda da un’iperinsulinemia, che a sua volta causa ipoglicemia secondaria.
Livelli elevati di insulina sono indice di obesità, aumento di peso, insulino-resistenza,
pre-diabete, diabete di tipo 2, infiammazione cronica silente sistemica di basso
grado e PMOS (Sindrome Ovarica Metabolica Poli-Endocrina).

STRATEGIE NUTRIZIONALI

LIMITARE I CARBOIDRATI
Una ricerca pubblicata su Diabetes, Metabolic Syndrome and Obesity (2014)
suggerisce che il monitoraggio dell’apporto di carboidrati rimane una strategia
fondamentale per ottenere un buon controllo glicemico.
Come fonte di carboidrati, è preferibile privilegiare verdura, frutta, legumi, cereali
integrali o a basso Indice Glicemico.
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EVITARE LE BEVANDE ZUCCHERATE
Le linee guida nutrizionali dell’American Diabetes Association raccomandano
esplicitamente di evitare le bevande zuccherate come bibite gassate, succhi di
frutta, tè freddo, energy drink, acque vitaminiche contenenti saccarosio, o sciroppo
di fruttosio, o dolcificanti artificiali.
In una metanalisi pubblicata sul Journal of Clinical Investigation (2009) è emerso che
i soggetti che consumavano elevate quantità di bevande zuccherate presentavano
un rischio di sviluppare diabete di tipo 2 superiore del 26%, rispetto a chi ne
consumava poche.
Come alternative preferire acqua con succo fresco di limone, tisane, infusi, tè verde,
acqua di cocco, kombucha, caffè (con moderazione).
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APPORTO OTTIMALE DI FIBRE

La ricerca indica che diete con un apporto superiore a 50 g di fibre al giorno
migliorano i livelli glicemici nelle persone affette da diabete.
Consumare alimenti ricchi di fibre (es. carciofi, zucca, cavolini di Bruxelles, avocado,
legumi, semi di lino, semi di chia, quinoa) aiuta a regolare l'insulino-resistenza.
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CONSUMARE GRASSI BUONI
È stato osservato che il consumo di alimenti ricchi di grassi monoinsaturi e
polinsaturi tipico della Dieta Mediterranea migliora il controllo glicemico e il profilo
lipidico sierico: tra le fonti di questi grassi rientrano olio extravergine d’oliva,
avocado, frutta secca e semi oleaginosi.
Nell’ambito di un regime alimentare specifico per l’insulino-resistenza, è consigliato
aumentare anche il consumo di alimenti ricchi di omega 3, in particolare mangiando
almeno due porzioni a settimana di pesce grasso selvaggio (es. sgombro, salmone,
aringa, tonno, sardine). Altre fonti di omega 3 includono noci, semi di chia, semi di
lino, semi di canapa, tuorlo d’uovo.
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ASSUMERE UNA QUANTITÀ SUFFICIENTE DI PROTEINE
Uno studio del 2011, pubblicato sull’International Journal for Vitamin and Nutrition
Research, ha rilevato che il consumo di quantità maggiori di proteine ​​durante il
trattamento dietetico dell’obesità ha portato ad una perdita di peso superiore
rispetto all’assunzione di quantità inferiori.
I ricercatori sottolineano che un apporto proteico adeguato è particolarmente
importante per i soggetti con insulino-resistenza e diabete di tipo 2, poiché le
proteine ​​sono relativamente neutre rispetto al metabolismo del glucosio e dei lipidi,
e preservano la massa muscolare e ossea, che può ridursi nei soggetti con insulino-
resistenza scarsamente controllata.
Tra le fonti proteiche consigliate troviamo pollame biologico, manzo grass fed, pesce
pescato in natura, uova ruspanti, lenticchie e yogurt.

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